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Le etichette

I vini di Cascina Zerbetta

 Il mio vino è una nave pirata

Da lunghe conversazioni con Paolo, quando il suo primo vino non esisteva ancora, ho capito che Paolo era un artigiano senza pretese ma di grande talento sul punto di creare vini con una personalità, un carattere, che in qualche modo riflettevano il suo.  Paolo, così come i suoi vini, è autentico, senza pretese, onesto, ed è senz’altro riuscito a trasmettere queste qualità ai suoi vini che grazie al suo talento spiccano per il loro gusto unico, ricco di sfumature e profumi: vini semplici ma complessi al tempo stesso.

Il suo Barbera vibrante e fresco – che è anche il primo vino che Paolo ha creato – porta in sé lo spirito originale del progetto di Cascina Zerbetta.  Nella sua etichetta ho scelto il simbolo del veliero che, con le sue vele spiegate al vento, rappresenta la passione nautica di Paolo per la vela che si è congiunta in qualche modo a quella per la terra coltivata nella vigna.  Il veliero rimanda anche a ricordi di un viaggio avventuroso come quello che Paolo stava per intraprendere con la sua nuova azienda agricola.

I vini che hanno seguito sono Piangalardo e Quattrocento – nomi di fantasia legati al territorio. Per Piangalardo, un rosso più ‘importante’, il cane che ho scelto come simbolo è un animale allo stesso tempo imponente, nobile, ma anche amichevole e selvatico.  Per Quattrocento, un bianco dai profumi favolosi e dal gusto intenso, il simbolo è l’unicorno. Per riflettere i valori e le qualità dei vini, ho scelto simboli caldi, antichi, nobili, ma un po’ fuori dagli schemi.

Ho seguito con piacere il successo che nel corso degli anni questi vini hanno avuto anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti dove vivo – e bravo Paolo, le tue creature hanno preso il volo!  I premi, i buoni punteggi ricevuti, gli ottimi commenti e recensioni.  Tra queste ne ricordo una in particolare, che attribuisce all’etichetta – quella del veliero – il merito di aver fatto spiccare quella bottiglia tra tante altre. Nella sua recensione entusiastica del Barbera di Paolo, l’autore ha chiamato il veliero dell’etichetta “quasi sicuramente una nave pirata”. Io l’ho preso come un complimento.

Marco Corvo